Dal romanzo di CLIVE CUSSLER “ SKELETON COSTA” pag. 176
«Se non fossi il capitano della Oregon, che cosa vorresti essere?»
La domanda non li portava su un terreno pericoloso, così Juan le diede una risposta sincera. «Credo che farei il volontario sulle ambulanze.»
«Sul serio? E non il medico?»
«La maggior parte dei medici che conosco trattano i loro pazienti come una merce, qualcosa su cui devono lavorare se vogliono essere pagati prima di tornare sul campo da golf. E sono sostenuti da un esercito di infermieri e di tecnici e apparecchiature che valgono milioni di dollari. I volontari del soccorso sono una cosa diversa. Se ne vanno in giro in coppia e possono contare solo sul loro ingegno e su un equipaggiamento minimo. Devono fare le prime valutazioni, quelle critiche, e spesso compiono anche i primi interventi per cercare di salvare una vita. Sono lì per dirti che andrà tutto bene, e fare in modo che sia davvero così. E una volta che il paziente è arrivato in ospedale, svaniscono e basta. Niente gloria, nessuno che si senta una specie di dio in terra, nessuno che ti dica wow dottore, lei mi ha salvato la vita. È gente che fa Il proprio lavoro e basta, un intervento dopo l’altro.»
« Mi piace», disse Sloane dopo un momento. “E hai proprio ragione. Un giorno in barca mio padre si fece un bruttissimo taglio a una gamba, chiamammo l’ambulanza via radio e fui io a riportare la barca in porto. Mi ricordo ancora il dottor Jankowski, quello che gli ricucì la gamba in ospedale, ma non ho la più pallida idea di come si chiamasse il tipo che diede la prima sistemata alla ferita, ancora sul molo. Senza di lui papà probabilmente sarebbe morto dissanguato.»
«Eroi senza gloria», commentò Juan a bassa voce.
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